Azul (gioco da tavolo) - Recensione
Azul (gioco da tavolo) - Recensione

Piastrelle di ceramica e motivi arabeggianti, la giusta ispirazione per creare il gioco dell’anno: Azul, il family game astratto.

“Nunca arás casa con azulejos”, ovvero “non avrai mai case adorne di azulejos”. Questo recita un proverbio spagnolo che fa riferimento alla ricchezza e la bellezza dell’azulejo, una piastrella di terracotta con disegni maiolici e verniciata, usata per ornare pareti e pavimenti.
L’origine di questa mattonella, piacevole da guardare, ha una sua personalissima storia. Ma andiamo per ordine. Cosa collega il mondo dei giochi da tavolo all’architettura portoghese? È presto detto.

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Azul è un board game per 2-4 giocatori del 2017. Ideato da Michael Kiesling, edito da Plan B Games, e distribuito in Italia da Ghenos Games. Vince lo Spiel des Jahres (il premio gioco dell’anno in Germania) nel 2018.

Uno sguardo alle meccaniche
L’obiettivo del gioco è quello di portarsi a casa il maggior numero di punti vittoria, guadagnati “piastrellando” la parete della propria plancia con un mosaico di tessere decorative. Il primo ad iniziare, non a caso, sarà il giocatore che più di recente ha visitato il Portogallo. Al centro del tavolo saranno disposti a cerchio i piattini, gli espositori, che accoglieranno 4 piastrelle per ognuno, e la tessera primo giocatore. Il numero degli espositori da piazzare cambierà in base al numero di giocatori.

Azul (gioco da tavolo) - Recensione
Azul (gioco da tavolo) – Recensione

Ad avere un ruolo decisivo nelle meccaniche del gioco è proprio la fase di raccolta delle tessere. Ogni giocatore, durante il suo turno, può scegliere tra due azioni: prendere da un espositore tutte le piastrelle dello stesso colore, spostando le restanti al centro del tavolo, oppure raccogliere tutte le piastrelle dello stesso colore (inclusa la tessera primo giocatore se presente) poste al centro del tavolo.

Le tessere vengono collocate nelle righe a sinistra nella propria plancia giocatore, da destra verso sinistra. Ogni riga, composta da 1 a 5 spazi, conterrà solo piastrelle dello stesso colore. Quelle avanzate cadranno sul “pavimento” o basamento, la zona più in basso della plancia, e costituiranno punti di penalità. La tessera primo giocatore andrà subito collocata nella zona basamento.

Una volta finite le tessere a disposizione si procede con il piastrellamento e il conteggio dei punti. Dalle righe completate è possibile spostare una sola tessera sul proprio muro (la parte più a destra della plancia), collocandola nello spazio con il colore corrispondente. Le tessere avanzate torneranno nella scatola. Ogni riga del proprio muro potrà accogliere solo un colore per tipo. Tutte le piastrelle posizionate sulla parete fanno guadagnare subito un punto vittoria, più un punto aggiuntivo per ogni tessera adiacente inclusa quella appena messa.

Dopo aver sottratto i punti penalità della zona basamento queste tessere saranno rimesse nella scatola. A questo punto sarà possibile aggiornare il segnapunti e distribuire nuove tessere negli espositori per il turno successivo. Il gioco procede fino a quando un giocatore non ha piastrellato un’intera riga sul proprio muro (5 piastrelle adiacenti orizzontalmente). Una volta attribuiti i punti bonus extra, i quali metodi di acquisizione sono descritti nel regolamento, sarà decretato il vincitore.

Il gioco comprende una sua variante alternativa che aumenta la complessità del rompicapo: ruotando le plance personali il muro da piastrellare sarà composto da caselle grigie. Questo rende i giocatori liberi di piazzare le tessere dove preferiscono, tenendo presente che nessun colore potrà apparire più di una volta nelle 5 colonne verticali della parete.

Un viaggio tra i mosaici della Penisola iberica
Le Azulejos erano in origine delle piastrelle di ceramica bianca e blu, da qui possibilmente il termine “Azul” che significa proprio “blu”.
L’origine di queste ceramiche, dalla forma geometrica o rettilinea, viene fatta risalire agli alicatados, importati nella Penisola iberica dagli arabi. Un esempio celebre di questa particolare architettura è dato dai rivestimenti delle sale dell’Alhambra, la città murata situata a Granada (sec. XIV). Le prime mattonelle di terracotta maiolicata o verniciata avevano sottili intrecci geometrici, dai primi soggetti araldici solo più tardi si passò ai motivi rinascimentali.

La scelta di lavorare sui materiali, in un gioco astratto come Azul, non è affatto banale. In genere, come ogni board gamer saprà, un gioco astratto è tale proprio perché non richiede particolari contestualizzazioni narrative. Il gioco astratto è tradizionalmente uno dei più antichi, tra i più celebri di questa tipologia, ricordiamo sicuramente i classici scacchi, backgammon o dama. L’assenza di ambientazione sposta l’attenzione di molti autori di giochi contemporanei verso i materiali: plastiche lavorate, metallo, stoffa o legno.

Le piastrelle realizzate per Azul sono in plastica lucida, molto solide e resistenti. Restituiscono un’esperienza tattile tale per cui sembra di toccare con mano i piccoli frammenti di ceramica. I colori accesi, invece, si concentrano sul visivo, rilassano lo sguardo, consentono la concentrazione.
Si dirà quindi che l’attenzione è tutta rivolta verso un punto di vista più sensoriale ed estetico, o ancora, che si esalta la profonda natura del momento ludico inteso come un’occasione di estraneazione appagante, uno spazio eterotopico, un luogo unico e desiderabile.

Se si parla di materiali, non si può che citare una versione alternativa di questo board game: “Azul Gigante”. Si tratta di una preziosa edizione speciale: un’elegante valigetta di dimensioni 52 x 25,5 x8 cm che racchiude il contenuto della scatola classica. Le plance, gli espositori e le piastrelle sono realizzate in una versione “gigante” colma di dettagli, adatta per i collezionisti e i giocatori più esigenti.

Considerazioni da gamer
Perché Azul ha vinto il premio Spiel des Jahres? Il regolamento è breve e immediato, si apprende più facilmente sedendosi al tavolo che leggendo il manuale. Il tentativo di ambientare al meglio un astratto è perfettamente riuscito, non perché ci si senta davvero piastrellisti portoghesi, ma perché la percezione di abbellire un muro attraverso i pezzi di un mosaico si avverte.

Il gioco ricorda la logica del Sudoku, ma su Azul si è chiamati a gestire un’unica griglia 5×5 in cui nessuna riga, orizzontale e verticale, può contenere due tessere identiche. Nonostante la semplicità di questo titolo, l’esperienza di gioco varia quando si passa dai 2 ai 4 giocatori: nel primo caso si avrà un’interazione diretta, mettere in difficoltà l’avversario sarà una strategia di cui non si potrà fare a meno. Non farà piacere ai gamer appassionati di giochi meno interattivi, soprattutto quando sottrarrete loro gli ultimi pezzi rimasti precludendogli la possibilità di completare una riga.

In un tavolo da 4 giocatori tutto cambia. Il gioco si trasforma quasi in un filler, un titolo più leggero in cui la Dea Fortuna ha un ruolo predominante, un family game che si presta benissimo anche ai giocatori meno esperti.

Il confronto con Sagrada, un altro titolo che ha fatto parlare di sé, è inevitabile. Tuttavia la sensazione del rompicapo si riduce in Azul, per questo motivo quest’ultimo è riuscito a catturare l’attenzione di tutti, aggiudicandosi lo Spiel Des Jahres.

Scheda:

Titolo: Azul
Pubblicazione: 2017
Autore: Michael Kiesling
Giocatori: 2-4
Età: 8+
Durata: 30-40 minuti
Tipologia: Astratto – Piazzamento tessere
Editore: Ghenos Games

RASSEGNA PANORAMICA
Giudizio
Giovanni Zora
Un comunicatore ibrido. Tra digitale e residuale, tra il rock e il pop, tra il saggio e il romanzo, tra il tecnicismo e l'emotività. Appassionato di semiotica, board games, musica e comunicazione.