Concept gioco da tavolo - recensione
Concept gioco da tavolo - recensione

Comunicazione iconica, una manciata di cubetti colorati e la giusta dose di creatività. Ecco la recensione di Concept, il party game concettuale.

Avete mai considerato la realtà circostante come un grande universo di segni e concetti grazie ai quali costruiamo storie e idee? Beh, se studiate comunicazione è il vostro pane quotidiano. Ma qualora non fosse così sarà il caso di preparare una ciotola e rimpinzarla di cubetti colorati, basterà questo per dar vita a Concept.

Un board game distribuito in Italia da Asmodee (ex Asterion press) e creato dalle menti di Alain Rivollet e Gaëtan Beaujannot. Vincitore dell’As D’or 2014 al Festival internazionale dei giochi di Cannes, Concept convince immediatamente tutti: dal giocatore esperto a quello profano (il famoso neofita).

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Meccaniche di gioco
Prima di spiegarvi brevemente le regole del gioco, è bene dare un’occhiata al contenuto della scatola: il tabellone di gioco con le icone universali, 5 serie di pedine (il punto interrogativo verde e i punti esclamativi blu, rosso, giallo e nero) e cubi dei colori corrispondenti alle pedine, 110 carte concetto, segnalini punti vittoria singoli e doppi, 4 schede riassuntive, 1 contenitore.

Concept gioco da tavolo - recensione
Concept gioco da tavolo – recensione

L’obiettivo del gioco è indovinare i concetti, riportati sulle carte, osservando le associazioni tra icone proposte da due “ideatori” di turno. La plancia di gioco presenta, infatti, un centinaio di icone universali che andranno segnate con diverse pedine. Ad ogni turno due giocatori, scelti in modo casuale, pescheranno una carta e si consulteranno per scegliere in che modo strutturare il loro percorso mentale: la pedina “punto interrogativo” rappresenterà il concetto principale della parola/frase da indovinare (se il concetto da fare indovinare è “Orso” inevitabilmente la pedina sarà posta sull’icona che racchiude il significato “animali”), i cubetti verdi, invece, andranno semplicemente a “chiarire” di cosa si tratta (il colore, la grandezza).

I punti esclamativi, e i relativi cubetti corrispondenti, rappresenteranno i concetti secondari. Essi faranno da supporto al concetto principale (potreste posizionare un punto esclamativo sull’icona “giocattoli” e collocare i cubetti dello stesso colore sull’icona “bambino”, per ricordare che questo animale può essere anche un peluche con cui giocano i bambini). È bene precisare che i concetti secondari, i punti esclamativi, non sono nè obbligatori ne necessari, ma molto utili per arricchire di significato i concetti principali.
La meccanica dei punti vittoria è semplicissima: il giocatore che ha indovinato conquista un segnalino lampadina doppio (2PV), la squadra di ideatori conquista un segnalino lampadina singolo a testa (1PV per ciascuno). Il gioco procede fino a quando non terminano tutti i segnalini lampadina doppi. Il giocatore con il maggior numero di punti vittoria è il vincitore!

Narrazioni estetiche
In Concept nulla è lasciato al caso. Un ruolo centrale è sicuramente affidato alla comunicazione, è il caso di dirlo. Il colore bianco, ricorrente, fa da sfondo alle rappresentazioni iconiche colorate ma essenziali, crea una dimensione neutra in cui tutte le idee sono ancora da costruire. Uno spazio onirico, un foglio bianco, un display vuoto che precederà la nostra serie tv preferita. Il bianco lascerà posto al colore della significazione solo nel momento in cui avremo tra le mani i cubetti, tanti pixel che plasmano storie e significati sempre nuovi.

Concept gioco da tavolo - recensione
Concept gioco da tavolo – recensione

Le icone utilizzate per cucire la plancia incarnano sostanze espressive che procedono in due direzioni: alla destra del tabellone troviamo contenuti che hanno a che fare con aspetti specificatamente visivi (o plastici per essere più rigorosi), categorie di significati che hanno a che fare con linee, forme, colori e spazi. Più a sinistra, invece, siamo in presenza di contenuti che hanno a che fare con la percezione umana e sociale del mondo (figurativi): generi, cultura, luoghi, emozioni. L’originalità di Concept sta proprio nell’uso creativo della plancia in cui ogni segno può assumere significati inaspettati, muovendosi in un gioco di rimandi tra il livello plastico e quello figurativo.

La ciliegina sulla torta è la ciotola in dotazione, che ricorda tanto quella del nostro cagnolino di casa. Ancora una volta torna il colore bianco, che accoglierà le unità minime di questo board games: i cubetti, i nostri pixel, la materia che formerà tantissime sostanze.
L’uomo, ghiotto animale sociale, si nutrirà dalla sua ciotola quotidiana di simboli che saranno impregnati di significato solo nel momento in cui verranno tradotti e interpretati dai compagni di gioco.

L’assenza della parola affida alle immagini tutta l’esperienza di Concept. Non è un caso che gli unici elementi presenti che ricordino la lingua siano il punto interrogativo e il punto esclamativo (che come segni di interpunzione risultano illeggibili).

Concept gioco da tavolo - recensione
Concept gioco da tavolo – recensione

Considerazioni da gamer
È chiaro, non si può dire che Concept sia il party game migliore mai ideato. Ma questa, per fortuna, non è una sua pretesa. Per tutti i motivi elencati sopra, nasconde qualcosa di un po’ più profondo. Gli autori hanno ridotto ai minimi termini le limitazioni del regolamento, lasciando ai giocatori la libertà di inventare sempre una partita diversa dalla precedente: si può, ad esempio, ipotizzare una variante in cui le associazioni sono pensate da un singolo giocatore e non da una coppia.

Non è specificato nel manuale con quanta precisione bisognerà considerare indovinata una parola, così come non è specificato un limite di tempo per indovinare (qualcuno avrebbe gradito una clessidra e anche qualche foglio riassuntivo delle icone in più).

Un ulteriore piccolo limite di questo gioco riguarda la longevità, quando il gruppo è sempre lo stesso si rischia di entrare in un giro di ridondanze in cui ritorneranno sempre le stesse associazioni. Non si può promettere che dopo alcune partite non vi annoierà, ma che la voglia di giocarci tornerà sempre inaspettatamente è una certezza.

Concept è certamente un board game adatto a tutti. La sua semplicità è efficace proprio in rapporto al gruppo di gioco. L’alto grado di interazione richiesta, infatti, è esattamente uno dei suoi punti di forza poiché riduce al minimo i tempi morti e garantisce una serata leggera e caciarona (tra una birra e una pizza).

Cosa hanno dunque in comune una scarpetta di cristallo e un grande castello?