Dragon Ball Super: Broly - Recensione
Dragon Ball Super: Broly - Recensione

Koch Media porta in Italia l’ultimo film di Dragon Ball. La recensione di Dragon Ball Super: Broly.

Dragon Ball Super: Broly si pone in continuità con la serie “Super” e ne costituisce un diretto sequel. Le vicende si svolgono successivamente alla saga del Torneo del Potere e reintroducono un iconico personaggio, mai realmente “canonizzato”: il leggendario Broly. Per l’occasione, Toriyama (qui in veste di sceneggiatore e character designer) cuce addosso al Sayan una origin story tutta nuova, mantenendo solo alcuni punti salienti delle storie precedenti, segnando così un reboot totale del personaggio.

La prima considerazione è la come premessa: Dragon Ball Super: Broly è un film puramente dedicato ai fan. Non aspettatevi quindi una ricerca di approfondimento o originalità nella storia. Sostanzialmente l’intero script è un’operazione di rehash dei vecchi film, sia per molti aspetti della trama, sia sotto il profilo di alcuni personaggi che faranno ritorno, dopo parecchio tempo in “stand by” dagli schermi. Ciò che potete aspettarvi, invece, è un film altamente spettacolare, che merita di essere visto al cinema.

Tante botte e che botte!
Sicuramente il punto forte di Dragon Ball Super: Broly, come detto, è l’alto tasso di spettacolarità. Per l’intera seconda parte del film, l’unica cosa di cui dovremo preoccuparci è di star dietro alla gigantesca dose di mazzate che si daranno i nostri guerrieri. Stiamo parlando di quella che probabilmente, a livello tecnico, è la miglior animazione dinamica mai vista in Dragon Ball. Non c’è un pugno, un ambiente, una situazione “coreografica” che si ripeta. A un certo punto, viene da domandarsi come la terra possa essere ancora tutta intera.

Dragon Ball Super: Broly – Guarda la reazione a caldo dopo la visione

Detto della qualità tecnica, anche la storia ha i suoi punti solidi. Tutto l’intro, che rivede non solo le origini di Broly, ma anche di alcuni avvenimenti precedenti alla scomparsa dei Sayan e del pianeta Vegeta, è coinvolgente e fa pensare a uno sviluppo persino drammatico degli eventi. Anche Broly in sé è descritto in maniera interessante e la sua caratterizzazione giova della presenza di nuovi personaggi che gli gravitano attorno. Ultimo ma non meno importante, il film prosegue il filone dei due precedenti e della serie “Super“, nel ritorno a un’atmosfera e un’interazione tra personaggi più goliardica, con dei momenti di altissimo divertimento.

Un film “ecologico”
Ciò che non funziona, o meglio non “quadra”, è l’estremo riciclo di situazioni, personaggi,  e perfino alcune gag già viste, che il maestro Toriyama rimette nel calderone. Chiariamoci, per i fan tutto ciò rappresenta un meraviglioso tuffo nel passato, ma la sensazione che lascia l’intero film, è di essersi troppo dedicato al fan service a discapito di quello che poteva essere un grandissimo lungometraggio anche sotto l’impianto narrativo e dell’originalità. Com’era lecito aspettarsi dal titolo del film, figure come Goku e Vegeta sono sostanzialmente ridotte a “pupazzi da combattimento”. In più, altro classico di Dragon Ball, si perde un po’ troppo tempo a fare uno showcase di trasformazioni francamente evitabili, come se ci fosse sempre bisogno di ricordarci cosa viene prima dell’ultima forma. Ma in fondo, chi va a vedere Dragon Ball sa di doversi aspettare anche questo.

Dragon Ball Super: Broly dunque, impacchetta un’esperienza veramente spettacolare, perfino drammatica nella sua prima parte. Intrattiene in maniera divertente e mostra dei combattimenti epici, senza dimenticare di inserire una buona dose di fan service. Il nostro invito è di vederlo e di farlo al cinema, perché non ha nulla da invidiare ai blockbuster di Hollywood. Qualche punto debole non può certo rovinare la fruizione: questo è un film per tutti i fan, vecchi e nuovi, quindi fate un salto al cinema dal 28 febbraio.