Un pomeriggio con Laura Rocca, l’emergente scrittrice fantasy

Laura Rocca scrittrice
Laura Rocca scrittrice

Laura Rocca, autrice de “Le Cronistorie degli elementi” a Genova per un incontro con i lettori.

“Le cronistorie degli elementi” è una saga fantasy che dall’uscita del primo volume, “Il mondo che non vedi”, non ha mai abbandonato i primi posti delle classifiche di Amazon. Oggi conosciamo un po’ meglio la sua autrice, la giovanissima Laura Rocca, che alla vigilia dell’uscita del penultimo volume della saga ha organizzato un incontro con i lettori.

È un freddo pomeriggio invernale pre-natalizio a Genova, e il locale dove Laura ha riservato il tavolo è piacevolmente accogliente ed allegro. Il pubblico arrivato per conoscere l’autrice è quanto mai eterogeneo: ci sono persone di ambo i sessi, di età variabile e c’è persino chi ha fatto numerose ore di treno. Laura è cordiale e alla mano: risponde alle domande dei fan e non risparmia battute ed anticipazioni golose per gli appassionati della saga.


La sua attività comincia nel 2013, quando apre il blog “Racconti dal passato”, dove pubblica un romanzo a puntate ambientato nell’epoca vittoriana. Un paio d’anni dopo esce “Il mondo che non vedi”, primo episodio della saga “Le cronistorie degli elementi”, che riscuote un grande successo di pubblico e viene seguito a breve giro dal seguito, “Il regno dell’aria”, dallo spin off “Aidan”, dal terzo volume “Il regno del fuoco” e dal quarto ed attualmente ultimo pubblicato, “Il regno della terra”. Nel frattempo esce anche “Un mistero per lady Jessica”, il romanzo storico che era stato pubblicato a puntate sul blog ed era anche stato a disposizione gratuitamente su Wattpad. Laura però non perde la sua spontaneità e mantiene un fortissimo rapporto con i lettori, che gestisce tramite la sua pagina su Facebook ma soprattutto con il gruppo “Le Cronistorie degli elementi”, dove non esita a confrontarsi con i fan e a chiedere la loro opinione.

Cosa aspettarsi da un’autrice così prolifica? Nei primi mesi del 2018 uscirà il penultimo volume de “Le Cronistorie degli elementi”, “Il regno dell’acqua”, di cui sul blog è già possibile ammirare la copertina e leggere qualche estratto. Per il prossimo futuro poi è previsto un ulteriore cambio di genere (Laura è una scrittrice davvero poliedrica) con un romance contemporaneo dove verrà trattato un tema davvero delicato: quello dei disturbi alimentari. Sappiamo infatti che Laura ha un passato da ex obesa e ha avuto anche problemi alla schiena che l’hanno costretta a portare il busto, motivo per cui è stata oggetto di bullismo durante il periodo della scuola. Gli articoli del blog in cui parla di queste esperienze e di come siano state una molla che l’ha spinta a trovare evasione nella scrittura sono davvero commoventi, ma ancora più emozionante è stato sentirglielo raccontare di persona. Queste sono le motivazioni che l’hanno spinta non solo a inserire le sue esperienze nel prossimo romanzo, ma anche a chiedere a chi come lei ha sofferto di disturbi dell’alimentazione o subito bullismo di aiutarla a raccontare come ci si sente e cosa si prova, per poter esprimere al meglio una condizione che può appartenere a tutti. Per questo vi segnalo il questionario anonimo che potete trovare qui in caso vi faccia piacere condividere la vostra esperienza.

Laura ha anticipato che per il “post-cronistorie” prevede di rimanere ancora sul fantasy ma con un cambio di prospettiva: intende scrivere un libro dal punto di vista dei cattivi, con come protagonista una demonessa. Sono super curiosa di sapere come riuscirà a sviluppare una tematica così insolita e a parer mio anche difficile.

Dopo l’incontro Laura ha gentilmente accettato di rispondere a qualche domanda in esclusiva per Nerdgazmo:

La trama de “Le cronistorie degli elementi” è estremamente complessa e si sviluppa addirittura in un’esalogia: quanto tempo ti ci è voluto per dare luce a una storia cosi?

Molto tempo, tantissime ricerche, ore e ore di lavoro per costruire i regni e i caratteri dei personaggi. Tutto è iniziato a settembre del 2013. 
Sono partita da uno schema generale, poi mi sono dedicata alla costruzione di ogni singolo personaggio, dopo sono passata ai vari regni e alle ambientazioni. Finito di fare quello ho preparato uno scheletro generale di tutta la storia, dopodiché è arrivato il momento della stesura dei riassunti dei capitoli di tutti e sei i libri. Ti svelo che, in media, il file word del riassunto dei capitoli di uno dei miei libri è tra le cinquanta e le sessanta pagine.
Quando ho finito di scrivere tutto quello che ti ho elencato, e sono stata pienamente consapevole di come si sarebbe svolto ogni singolo fatto portante della storia, ho iniziato la stesura del primo libro della saga. Siamo a dicembre 2017 e a breve, come ho anticipato a te e alle altre persone che erano presenti all’incontro a Genova, pubblicherò il quinto libro della saga. Per chiunque desideri approfondire com’è avvenuta la stesura della storia esiste questo articolo sul mio sito web.

Prima di passare ai romanzi sei partita da un blog dove scrivevi racconti ambientati nell’Inghilterra vittoriana: come ti è venuta l’idea di cambiare completamente genere e darti al fantasy?

In realtà non è l’esatto ordine cronologico degli eventi. Il blog vittoriano l’ho aperto a gennaio 2015, ma ho iniziato a scrivere Le Cronistorie degli Elementi nel 2013, quindi non sono passata dal vittoriano al fantasy, se mai il contrario, ma non trovo corretto dire nemmeno questo. Sono due passioni completamente separate. Ho sempre amato sia il fantasy sia l’epoca vittoriana. Il blog è nato proprio allo scopo di stabilire un rapporto con i lettori per prepararmi alla pubblicazione che sapevo sarebbe avvenuta a luglio. A gennaio 2015 Il mondo che non vedi, il primo libro della saga, era già finito e in editing. Ho usato il blog per rassicurare me stessa e formare un pubblico di base che apprezzasse in partenza il mio modo di scrivere. Come mai non ho pubblicato racconti fantasy ma un romanzo vittoriano a puntate?
Un romanzo rosa non richiede lo stesso tempo in ricerche, invenzione di un mondo, ecc. che richiede un romanzo fantasy. Dovendo stare dietro al mondo della mia saga non avevo intenzione di inventarne un altro parallelo per il blog. Un romanzo rosa storico richiede sì molte ricerche ma, per mia fortuna essendo un’appassionata del periodo vittoriano, quelle conoscenze erano già mie quindi per me è stato come scrivere un semplice romance e per questo l’ho sfruttato per farmi conoscere dai lettori gratuitamente.

Quali sono gli scrittori, contemporanei e non, che ti hanno maggiormente influenzata?

Contemporanei non ce ne sono molti, ma non posso nascondere il mio amore per Cassandra Clare e non posso esimermi dall’esserle grata per avere creato l’unico personaggio maschile che amo quanto il mio Aidan: Jace. Forse un giorno, in un lontano futuro, faremo un firma copie insieme! Ovviamente il Maestro: Tolkien. Per cosa riguarda altro genere le sorelle Brontë, Jane Austen, ma soprattutto il D’Annunzio. Ho amato tutta la poesia di D’Annunzio, il suo essere un vero esteta nella composizione dei versi, nella scelta delle parole, nel suo linguaggio aulico. Rivedo tantissimo di lui in me, (ne Il Regno della Terra c’è un omaggio al D’Annunzio, nello specifico a La pioggia nel pineto, lo avevo anche detto prima che uscisse il libro), a volte mi contengo perché mi rendo conto che il linguaggio troppo ricercato potrebbe allontanare i lettori e soprattutto che spesso mi porta a eccedere nei particolari delle descrizioni. (In fase di editing sfoltisco proprio per evitare di appesantire il testo).

Sia “Le cronistorie” sia “Lady Jessica” sono caratterizzati da protagoniste femminili molto forti e coraggiose: ti definiresti una femminista?

Non mi piacciono le categorizzazioni, anche per questo non scrivo solo fantasy. Non voglio essere una scrittrice fantasy, desidero essere una scrittrice. Auspico di poter scrivere di qualsiasi argomento io desideri parlare. Credo semplicemente di essere una persona che ha determinate idee e una precisa visione del mondo, ma non ritengo di fare parte di nessuna categoria. I miei personaggi sono funzionali a ciò che richiede loro la storia. Quando avrai letto Il Regno dell’Acqua ti renderai conto che Aidan possiede un tipo di forza che è molto più profonda di quella di Celine e la cosa bella è che Aidan non ha bisogno di essere un macho per dimostrarlo. Forse è proprio quello, in realtà, che mi piace poco e non riesco a non farlo trasparire in ciò che scrivo: non amo gli uomini alfa che vanno molto di moda nella letteratura moderna, anzi mi fanno proprio repulsione.

Parliamo dei tuoi progetti per il futuro: hai in cantiere un romance contemporaneo che parla di un tema importante come l’obesità. Questa è la prima opera dove troveremo ispirazioni alla tua vita reale?

Sì e anche no. Come sai io non amo scrivere di me stessa nei libri, la mia vita è una cosa le mie storie sono un’altra. Se facessi collidere i due mondi scrivere non sarebbe più così bello. Mi rendo conto che è un concetto strano da comprendere, ma sono fatta così.
Ho deciso di scrivere un libro che tratta questo argomento perché fa parte del mio vissuto ed era mio desiderio poter essere d’aiuto alle persone che si trovano nella situazione che ho affrontato io. Vorrei dal più profondo del cuore che possa essere quella scintilla che servirà loro per cambiare, quella luce che gli darà la speranza per comprendere che, se lo vogliamo davvero, tutti ce la possiamo fare. Se mi stai chiedendo se la protagonista sarò io la risposta è: no al quadrato. Non sono così egocentrica e non desideravo affatto parlare di me. Io non sono nessuno e non credo a molti possa interessare della mia vita. Desidero che Cat, la mia protagonista, rappresenti le donne con il problema che ho vissuto. Anche per questo motivo ho stilato un questionario e proposto a diverse persone di compilarlo. Volevo vedere il problema da tanti punti di vista e con tanti sguardi diversi per creare un personaggio molto sfaccettato e nel quale molte persone potessero rispecchiarsi.

Sappiamo che hai un rapporto molto stretto con i lettori: hai una pagina e un gruppo Facebook dove ti confronti con loro quotidianamente e non esiti a chiedere la loro opinione. Puoi citarci qualche episodio particolarmente piacevole a riguardo?

È stato molto bello vedere quanta partecipazione c’è stata da parte dei lettori al mio questionario. Mi ha molto commosso rendermi conto di quante persone non abbiano esitato a rendermi partecipe di problemi intimi e personali della loro vita e sulla loro condizione di sovrappeso. (NDR: inizialmente il questionario era nato per essere rivolto solo ad alcune persone con le quali avevo confidenza, poi ho deciso di estendere l’invito a tutti i miei lettori poiché mi piaceva l’idea di donare loro la possibilità di riconoscersi e poter far parte di una delle mie storie).
È stato emozionante leggere di una ragazzina di tredici anni che è cresciuta con i miei libri diventando adolescente nel mentre, oppure di un ragazzo con la dislessia che, nonostante il suo problema, si è impegnato nel leggere libri da cinquecento e passa pagine pur di proseguire con la mia storia.

Il rapporto stretto con i lettori viceversa può essere anche un’arma a doppio taglio: ti è mai capitato di dover avere a che fare con qualche hater?

Sì mi è capitato di avere a che fare con persone che mi hanno odiato, e presumo mi odino tutt’ora. Non si tratta nello specifico di lettori, ma di altri scrittori. Non mi sono mai interrogata più di tanto sul perché o su cosa spinga queste persone ad agire, non lo ritengo un problema mio. Io sono del parere che nel mondo ci sia spazio per tutti e che il self publishing offra a chiunque la possibilità di farsi conoscere. I risultati che si ottengono dipendono solo da noi stessi, è inutile tentare di addossare agli altri scrittori con più seguito i nostri fallimenti. Non sono il tipo di persona che se nota qualcuno con più successo pensa a come infangarlo, solitamente rifletto su come migliorare me stessa, ma al mondo non siamo tutti uguali.

Laura Rocca scrive, lavora ed è anche sposata: come riesci a conciliare il tutto? La tua famiglia ti appoggia nella tua attività di scrittrice?

Non è semplice, ma non è nemmeno difficile, il motivo? Quando ami qualcosa più di tutto trovi il tempo. Non è un sacrificio passare il fine settimana in casa a scrivere, è un’esigenza. Io trascorro ogni momento libero scrivendo, persino la pausa pranzo in ufficio la passo al bar a scrivere. Mio marito, inizialmente, credeva perdessi del tempo, o che fosse una sorta di divertimento, si è reso conto di quanto fosse seria per me la cosa a un anno dalla prima pubblicazione, ancora oggi è piuttosto sconcertato dal successo che hanno riscosso i libri. Non l’ho mai vista come una mancanza di fiducia verso di me, siamo due persone molto diverse. Io credo che tutto sia possibile, spesso mi spingo anche oltre e ho progetti un tantino esagerati, lui ha i piedi molto piantati per terra e tende a credere solo nelle cose concrete. Rispetto agli inizi, però, si impegna molto di più per garantirmi il tempo libero che mi occorre da dedicare al mio sogno e, inoltre, mi aiuta in alcune cose pratiche, come ad esempio la creazione del nuovo sito web.

Grazie mille per il tuo tempo, in bocca al lupo e speriamo di vederti presto per un altro incontro!

Grazie a te per lo spazio, molto presto farò un evento “in diretta” su facebook per consentire ai lettori più lontani di poter parlare con me.

Chiudo rimandandovi alla pagina facebook di Laura per ogni informazione sulla diretta con l’autrice e qui su Nerdgazmo per la recensione de “Il Regno dell’Acqua”.

Laura Rocca e Elisa Piccardo
Laura Rocca e Elisa Piccardo