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Play 2019: il nostro reportage

Play Modena 2019
Play Modena 2019

Si è conclusa l’edizione 2019 del Play Festival del Gioco di Modena. Ecco il nostro reportage dell’evento.

Lo scorso 5-6-7 Aprile, come consuetudine dal 2008, si è svolta presso il quartiere fieristico di Modena l’edizione 2019 della manifestazione Play Festival del Gioco. Una fiera che in poco più di 10 anni è riuscita ad aumentare esponenzialmente il proprio pubblico, fino a toccare nel 2018 la notevole cifra di 40.000 visitatori.

Frequento quest’evento dal 2012 e posso dire, nel mio piccolo, di aver potuto osservare da vicino la crescita della “Golden age” del gioco da tavolo, di pari passo con lo sviluppo di quello che ormai è diventato un appuntamento fisso per tutti gli appassionati.

Qualche visitatore potrebbe dire che sia stato fatto qualche passo indietro dal punto di vista dell’offerta ludica, che è tutto diventato un po’ più commerciale e ripetitivo, e forse è vero, tuttavia a mio parere, per quanto riguarda l’organizzazione degli spazi e la distribuzione dei tavoli, possiamo tranquillamente parlare di una delle edizioni migliori.

Play Modena 2019
Play Modena 2019

Le case editrici più grandi erano ben amalgamate con quelle più piccole in una sinergia di spazi che garantiva all’utenza di distribuirsi meglio nei due padiglioni principali. Dedicare un tendone esterno specificatamente al wargame, inoltre, è stata una decisione cruciale anche solo per leggere la fiera in maniera più organica ed organizzata.

Gli espositori principali si sono impegnati ad aumentare il numero di tavoli fornendo per le novità presentate più postazioni per garantire la prova e ridurre i tempi d’attesa ai visitatori. Tuttavia, come dicevamo precedentemente, ogni anno c’e’ sempre più gente e quindi per quanti sforzi si facciano a livello strutturale, attese da 20 – 30 minuti per provare i giochi più nuovi possono comunque verificarsi.

Archiviata l’analisi degli aspetti logistici ed organizzativi, passiamo a parlare di cosa ho visto “apparecchiato” sui tavoli e di quelli che mi sono sembrati i giochi più interessanti di quest’anno.

Partiamo da Pendragon che ha attirato la mia attenzione con Ride, gioco di carte direttamente collegato all’omonimo film italiano che, con componenti semplici ma ottimamente realizzati, è in grado di ricreare perfettamente l’atmosfera del film proponendo un saggio mix fra meccaniche ed eventi casuali, combattimenti a suon di dadi e gestione delle risorse, il tutto farcito con diversi livelli di difficoltà, campagna con finale segreta e modalità in solitaria: insomma, piccolo ma pieno zeppo di contenuti.

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Passando ad Asmodee, Unearth è il gioco che mi ha colpito di più. Light games principalmente incentrato sul piazzamento dadi e tessere esagonali. Mi ha convinto sia per la possibilità di approcciarsi con tattiche semplici ma diverse fra loro, che per l’estetica a dir poco meravigliosa.

Cranio Creations, oltre ad offrire in anteprima due tavoli per provare l’attesissimo Nemesis (Gioco sci-fi con miniature liberamente ispirato al mondo di Alien), ha portato U-Boot, gestionale dove sarete chiamati a cooperare per risolvere una serie di problemi che si verificheranno a bordo di un sommergibile della seconda guerra mondiale. La cosa bella è che la plancia di gioco è un vero e proprio sommergibile ricostruito in tre dimensioni e gran parte dell’azione è gestita da un’app per cellulare che svolge la funzione di “master”, proponendo di volta in volta ai giocatori le varie situazioni da risolvere a bordo.

MS Edizioni presentava (solo in esposizione) Root, uno dei giochi più attesi e premiati dell’anno. Inoltre ho potuto dare anche un’ occhio alla versione retail di Faceless, gioco light con miniature dove l’elemento più interessante è rappresentato dall’utilizzo di calamite e dei campi magnetici per gestire il movimento sul tabellone nel tentativo di salvare i propri ricordi da una sorta di uomo nero dalla testa caprina, un mezzo capolavoro dark.

Play Modena 2019
Play Modena 2019

Per quanto riguarda gli indipendenti devo assolutamente consigliarvi So Long My World, prodotto da Axis Mundi, gioco di carte e piazzamento tokens sulla fine dell’umanità dalla grafica e dalla narrativa incredibilmente “emo” ed accattivante, un vero colpo di fulmine.

Un piccolo rimpianto è non essere riuscito a provare Wingspan distribuito da Ghenos Game e realizzato dai quei fuoriclasse di Stonemaier Games che ci hanno regalato capolavori del calibro di Schyte e Charterstone. Il gioco è a tema ornitologico e lo scopo principale sembra quello di collezionare specie di volatili sempre più rari. Onestamente il tema non mi attira più di tanto ma chi lo ha provato mi assicura che è una vera bomba.

In conclusione, come sempre, lasciarmi alle spalle Play mi ha dato la sensazione non di aver semplicemente visitato una mostra mercato, ma un vero e proprio evento dove condividere esperienze e sensazioni che solo il gioco da tavolo può lasciarti.

Arrivederci all’anno prossimo!