Rise of the Footsoldier – Recensione
Rise of the Footsoldier – Recensione

Da hooligan a gangster, a leggenda. La recensione di Rise of the Footsoldier.

Arriva finalmente in edizione italiana, distribuita da Home Movies, Rise of the Footsoldier, pellicola inglese di culto nel filone hooligan/gangster, datata 2007.

Diretto da Julian Gilbey, Rise of the Footsoldier si basa sulla storia vera di Carlton Leach, famigerato hooligan della I.C.F. (Inter City Firm, la celebre firm del West Ham) diventato poi uno dei più noti criminali di Londra e dell’Essex.

In poco meno di due ore, nel film si dipana la vita di Carlton (interpretato da Ricci Harnett) da metà anni ‘70 a metà ’90, in un vortice narrativo di ascesa/caduta del personaggio che vuole essere una citazione in salsa brit di Quei bravi ragazzi di Scorsese, anche grazie allo stilema della voce fuori campo del protagonista, che ci conduce in un lungo flash back dal 1995 a ritroso di vent’anni.

Era la fine di un’epoca. Ma prima degli omicidi, delle torture, dei pestaggi e dell’ecstasy, prima di tutto questo c’era il calcio. Il calcio era il luogo dove si generano l’odio e la cattiveria. È lì che tutto ebbe inizio per me”. Queste le prime parole in voice-over di Rise of the Footsoldier, che seguono la muta scena inziale del ritrovamento di tre cadaveri all’interno di una Range Rover abbandonata nelle campagne dell’Essex (il famoso fatto di cronaca noto in Inghilterra come Rettendon Murders).

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Così, dal dicembre del 1995, veniamo catapultati vent’anni prima, nel 1975, per seguire i primi passi del Carlton Leach teenager all’interno della I.C.F. e la sua ascesa ai vertici del gruppo nel giro di pochi anni, tra gradinate, risse, trasferte, sbronze e sesso, dipingendo un quadro realistico e avvincente dello scenario e del lifestyle hooligan di quegli anni.

Col tempo, Carlton passa gradualmente dal teppismo degli stadi alle attività criminali, grazie a un lavoro da buttafuori che gli apre le porte della malavita. E con il cambiamento di Carlton, anche il film prende una svolta verso la direzione del gangster movie vero e proprio. Siamo nella seconda metà degli anni ’80: la repressione dell’hooliganism da parte delle autorità tatcheriane lascia il posto in molti giovani alla scena acid house dei rave. E Carlton Leach – abbandonata la carriera sugli spalti – intraprende quella ben più redditizia di gangster affiliato ai boss della malavita dell’East End londinese, tra gestione della sicurezza nei locali notturni, traffici di droga, racket e altri loschi affari.

La violenza la fa sempre da padrona, in un turbinio – sorretto da una regia dinamica dal forte impatto visivo – che conduce il protagonista a legarsi ad altri celeberrimi criminali londinesi dell’epoca. Fino a farci risalire di nuovo su quella Range Rover, chiudendo la struttura circolare dell’intreccio e aprendo diverse ipotesi sui Rettendon Murders nell’ultima parte della pellicola.

Accolto in patria da opinioni contrastanti, per una certa mistificazione della violenza e degli stereotipi della malavita cockney, Rise of the Footsoldier conta anche un sequel (Rise of the Footsoldier Part II) che prosegue la narrazione della vita di Carlton Leach, e un prequel (Rise of the Footsoldier 3: The Pat Tate Story) dedicato alla vicenda di Pat Tate, figura cardine presente anche nel primo episodio.

Da segnalare, nell’edizione italiana di Home Movies, il contenuto extra della collana Night Wolf dal titolo Pugni, calci, bandiere e pallottole – Il cinema degli hooligans: un breve excursus sui migliori film di questo genere di nicchia, tra cui The Firm (pellicola dell’89 con uno straordinario Gary Oldman), I.D. (1995 con Robert Carlyle), i due capolavori underground di Nick Love The Football Factory (2004) e The Firm (2009), Awaydays (2009, tratto dall’omonima coming-of-age novel di Kevin Sampson), Cass (2008, basato sulla storia vera di Cass Pennant, altro esponente della I.C.F. del West Ham) e naturalmente l’esponente più mainstream del genere, quel Green Street Hooligans del 2005 con Elijah Wood, sempre ambientato tra la tifoseria (questa volta fictional) del West Ham.