Star Wars: Gli ultimi Jedi - Recensione
Star Wars: Gli ultimi Jedi - Recensione

È al cinema l’ottavo capitolo della saga di Guerre stellari. La recensione di Star Wars: Gli ultimi Jedi

Sono entrata al cinema per vedere Star Wars: Gli ultimi Jedi con l’ansia da prestazione. Sarà bello, farà schifo, chi lo sa? Premetto che sono cresciuta con la trilogia originale (sanno tutti che sono innamorata di Ian Solo, e non lo chiamerò mai Han) e, da buona abitudinaria, guardo spesso con sospetto le novità. Nonostante questo ho apprezzato la trilogia “nuova” (a parte “La minaccia fantasma“) e la prima volta che ho visto “Il risveglio della forza” non sono rimasta schifata, anzi, mi era piaciuto. Dopo un paio di visioni sono emerse un sacco di magagne, dalla mancanza di originalità alla marcata impronta Disney poco soddisfacente.

Parliamo quindi di questo Star Wars: Gli ultimi Jedi.

Per prima cosa la traduzione del titolo: secondo me si dovrebbe parlare di ultimo jedi, singolare, cioè Luke Skywalker. Anche se forse la cosa migliore è utilizzare l’originale “Last jedi”, che lascia un’indecisione tra singolare e plurale che può portare a più chiavi di lettura.

L’inizio è davvero promettente: una bella battaglia spaziale in grande stile. E non sarà l’unica! Anzi, Star Wars: Gli ultimi Jedi è pieno di scene spettacolari, coadiuvate da fantastici effetti speciali e uno score musicale sempre adatto. Il problema è che gli intermezzi tra questi momenti sono enormemente noiosi. 2 ore e mezza che potevano benissimo essere ridotte a 2. Non è facile entrare nei particolari senza fare spoiler, ma ci proverò. Poe Dameron (Oscar Isaac), il pilota della resistenza un po’ bello e un po’ ribelle, esagera nel fare la testa calda, dando origine a una parte di film che parte dal nulla e approda al niente. In tutto ciò viene aiutato da Finn (Jhon Boyega) e la sua nuova amica Rose (Kelly Marie Tran). Interessante l’interazione Luke-Rey (Mark HamillDaisy Ridley) …almeno per i primi 10 minuti. Una menzione particolare per Kylo Ren/Ben Solo (Adam Driver): non l’avevo per niente apprezzato ne “Il risveglio della forza”, invece ne “Gli ultimi jedi” si dimostra più sfaccettato e interessante.

Questo film è stato concepito come un prodotto di intrattenimento, con alcune parti ricalcate su “L’impero colpisce ancora“, e l’aggiunta di tanti, troppi momenti divertenti e animaletti disneyani. Mancava giusto la canzoncina dei pinguinetti pelosi. Le gag sono sempre state presenti nella saga…però forse in questo capitolo sono risultate un po’ troppo “sciocche”.

Ci sono anche tematiche interessanti, come quella che riguarda la necessità e la modalità di ascesa dei giovani, ma purtroppo vengono soffocate dalla noia e dal buonismo troppo accentuato. Un vero peccato che questi elementi soffochino un film che riserva momenti spettacolari e anche colpi di scena non indifferenti. Sarebbe bastato qualcosa in meno (quei famosi 30 minuti) e la bambina che è in me non si sarebbe messa a piangere stringendo il pupazzo di Darth Fener.

Due colpi di coda: “ala x” non si può sentire, non so cosa avessero in mente i traduttori, ridateci gli x wing. E aggiungo che non ho apprezzato per niente il modo in cui ne “Gli ultimi jedi” hanno trattato la Forza. Tante belle spiegazioni apprezzabili, ma poi? Alla fine viene mostrata solo come un “potere per sollevare dei sassi”.

Ecco, di sicuro servirà una seconda visione per dare un parere più dettagliato, ma purtroppo il giudizio per adesso è quello di un’occasione sprecata. Stavolta un po’ di carica eversiva c’era.